
Le famiglie dei due giornalisti condannati a morte e RSF chiedono loro
di interrompere lo sciopero della fame
"I due giornalisti, al 47esimo giorno del loro sciopero della fame, sono
in condizioni estremamente preoccupanti. Rispettiamo ovviamente la loro lotta e condividiamo le loro rivendicazioni. Ciò nonostante Adnan Hassanpour e Abdolvahed "Hiva" Botimar stanno mettendo a repentaglio la loro vita ", ha dichiarato Reporters sans frontières.
"Chiediamo che la Giustizia del Paese mantenga le sue promesse e
migliori le condizioni di detenzione dei due giornalisti, concedendo loro, per esempio, il diritto di ricevere visite e di chiamare i familiari e i loro
avvocati. La Corte suprema deve inoltre accettare di modificare la sentenza annullando la condanna a morte dei due giornalisti" ha aggiunto l’organizzazione.
Lo scorso 25 agosto, Adnan Hassanpour e Abdolvahed "Hiva" Botimar hanno ricevuto nel carcere di Sanandaj (Kurdistan iraniano), la visita dei
loro familiari e di uno dei loro avvocati, Sirvan Hosmandi: si tratta della
seconda visita concessa da quando sono stati imprigionati nel mese di
dicembre 2006. Secondo quanto ha riferito la madre di Adnan Hassanpour e la moglie di Abdolvahed “Hiva” Botimar, i due giornalisti sarebbero estremamente indeboliti dall’importante perdita di peso dovuta allo sciopero della fame.
I due collaboratori della rivista Asou, vietata dalle autorità nel 2005,
hanno incominciato il loro sciopero della fame un mese fa (bevono
unicamente un po’ di acqua zuccherata) per protestare contro le condizioni di detenzione e chiedere il loro trasferimento nella prigione della città di Marivan dove vivono le famiglie di entrambi. I due giornalisti chiedono inoltre di poter incontrare liberamente i loro avvocati e un
responsabile del dipartimento di Giustizia.
Lo scorso 16 luglio sono stati dichiarati colpevoli di "attività
sovversive contro la sicurezza nazionale", di "spionaggio" e di "propaganda separatista" e per questo motivo condannati a morte dal tribunale rivoluzionario di Marivan.