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Conferenza stampa "selvaggia" di Reporter senza frontiere
September 12th, 2007

Reporter senza frontiere denuncia a Pechino la mancanza totale di libertà di espressione, un anno prima dei Giochi Olimpici 2008

Quattro rappresentanti di Reporters sans frontières hanno partecipato ad una conferenza stampa non autorizzata, organizzata dall'associazione a Pechino, davanti all'edificio che ospita il Comitato di organizzazione dei Giochi olimpici (BOCOG).

dd14bb97f1Indossando delle T-shirt con l'immagine-logo che raffigura delle manette al posto dei cerchi olimpici, i responsabili RSF hanno chiesto alle autorità cinesi di liberare un centinaio di giornalisti, cyberdissidenti e militanti della libertà di espressione attualmente in carcere nel Paese.

"Non è possibile organizzare una grande festa dello sport, come i Giochi Olimpici, all'ombra delle prigioni cinesi," - ha dichiarato Robert Ménard, segretario generale di Reporters sans frontières - "le autorità hanno 'sequestrato' i GO. Lo slogan ufficiale: "One world, one dream" è sempre meno credibile. Non vogliamo assolutamente rovinare la festa che verrà.
Tuttavia Pechino non ha mantenuto le sue promesse per quanto riguarda i progressi da compiere in materia di diritti umani e fa prova di un terribile cinismo quando, al tempo stesso, evoca lo spirito olimpico."

Fernando Castello, spagnolo, presidente di Reporters sans frontières, e Rubina Möhring, austriaca, vice-presidentessa dell'organizzazione, hanno invitato Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale, a prendere posizione e agire.

"Il presidente del CIO dispone di un anno per ottenere quello che non ha ancora chiesto alle autorità: la liberazione dei giornalisti e dei cyberdissidenti attualmente in carcere, la fine della censura su Internet e la libera circolazione nel paese di tutti i corrispondenti stranieri," hanno dichiarato i rappresentanti dell'organizzazione.

"Le autorità cinesi ci hanno preso in giro," - hanno aggiunto i responsabili RSF - noi compresi quando, nel mese di gennaio scorso, siamo venuti in Cina.
Le autorità ci hanno fatto delle promesse che non sono state assolutamente mantenute."

Vincent Brossel, responsabile dell'ufficio Asia di Reporters sans frontières era anch'egli presente alla conferenza stampa. Alla fine dell'incontro, alcuni giornalisti stranieri (es. alcuni reporter di emittenti televisive) sono stati controllati ed interrogati dalla polizia.

Per ulteriori informazioni sulla campagna di Reporters sans frontières "Pechino 2008" (in francese, inglese, spagnolo, arabo, cinese) : www.rsf.org

visionnez le reportage de la TSR

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