Reporters sans frontières condanna l'arresto del difensore della libertà di espressione, Nassrin Soutodeh, avvocato iraniana di svariati giornalisti imprigionati, fermata il 5 settembre 2010 per «pubblicità contro il regime» e «riunione per complottare contro il regime».
L'avvocato aveva ricevuto una convocazione dalla Procura collegata ai tribunali rivoluzionari (dad sarat amniah), la cui sede si trova all'interno della prigione di Evin.
« Da un anno, Nassrin Soutodeh è la portavoce delle vittime dell'ingiustizia che il regime cerca di ridurre al silenzio. Desideriamo ricordare che i prigionieri, i giornalisti per esempio, sono privati dei loro diritti più elementari. I loro avvocati non sono autorizzati a far loro visita durante la detenzione, o a consultare i loro dossier. E oggi, la repressione è ancora più spietata che in passato: con gli arresti degli avvocati, il regime cerca di far tacere le ultime voci dissidenti. Le associazioni di avvocati nel mondo devono mobilitarsi per esigere la liberazione immediata di questo avvocato coraggioso», ha dichiarato Reporters sans frontières.
L'avvocato Nassrin Soutodeh ha difeso svariate personalità, in particolare i giornalisti Issa Saharkhiz e Mohammed Sedigh Kabodvand, gravemente malati (
http://fr.rsf.org/iran-la-sante-des-prisonniers-d-opinion-16-07-2010,379... e
http://fr.rsf.org/iran-les-autorites-iraniennes-28-05-2010,37589.html). Dal mese di giugno 2009, non ha smesso di denunciare gli arresti arbitrari e illegali decisi dalle autorità, chiedendo al governo di rispettare i diritti dei detenuti, nonostante i fermi, le minacce e gli avvertimenti subiti.
Lo scorso 28 agosto, l'ufficio di Nassrin Soutodeh è stato perquisito prima di essere chiuso dalle autorità. L'avvocato aveva dichiarato: «Il loro obiettivo è eliminare tutti i difensori dei diritti dell'uomo nel Paese.»