IRAQ - Morte di due collaboratori della Reuters
July 17th, 2007
Reporters sans frontières chiede l’apertura di una doppia inchiesta dopo la morte di due collaboratori della Reuters.
Un fotografo della Reuters e il suo autista sono morti ieri in un’esplosione Bagdad, portando a sei il numero dei collaboratori dell’agenzia britannica uccisi in Iraq dall’inizio del conflitto, nel marzo 2003. Reporters sans frontières chiede l’apertura di una doppia inchiesta che dovrebbe essere condotta dalla polizia irachena e dall’esercito americano.
“Siamo profondamente addolorati per la morte dei due collaboratori della Reuters e vogliamo esprimere le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie e ai loro colleghi. Un’inchiesta deve essere aperta il più rapidamente possibile dall’esercito americano e dalla polizia irachena (il doppio assassinio è stato commesso in prossimità del commissariato Al-Rachad della capitale). Se non fosse subito fatta chiarezza sui fatti, i dubbi sull’eventuale implicazione dell’esercito americano rimarranno”, ha dichiarato l’organizzazione.
Il 12 luglio 2007, il fotografo Namir Noor-Eldeene, 22 anni, e il suo
autista Said Chmagh, 40 anni, sono stati uccisi nella zona est di Bagdad in circostanze ancora da chiarire. Alcuni testimoni, che hanno assistito all’esplosione nella quale hanno trovato la morte i due iracheni, hanno affermato che un missile sarebbe stato lanciato da un elicottero americano. Secondo altre testimonianze raccolte dalla Reuters, l’esplosione potrebbe invece essere stata provocata da un colpo di mortaio sparato da alcuni miliziani iracheni.
"Il coraggioso contributo di Noor-Eldeen e di Said Chmagh e i preziosi
reportage che hanno realizzato sulla realtà irachena degli ultimi tempi ci
mancheranno molto. Prima di trovare la morte nell’esplosione stavano
raggiungendo alcuni colleghi dell’agenzia britannica", ha dichiarato il
direttore della Reuters, Tom Glocer.
Documentare la guerra in Iraq rappresenta oggi la missione più delicata e pericolosa per un giornalista. 193 professionisti dell’informazione sono stati uccisi nel Paese dall’inizio del conflitto. Inoltre, Reporters sans frontières è ancora senza notizie dei 14 giornalisti iracheni rapiti, alcuni dei quali più di un anno fa.