
Lo scorso 10 febbraio, la Corte di Appello di Tunisi ha confermato la condanna del giornalista Internet Zouhaïer Makhlouf per "disturbi causati via la rete di telecomunicazioni", allungando la sua pena detentiva di un mese. La Corte ha inoltre condannato il giornalista a pagare una multa di 6 000 dinari (3 165 euro) per danni e interessi.
« In questa vicenda, la giustizia tunisina si è comportata in maniera ridicola mentre nel caso di Tewfik Ben Brik, si è dimostrata pericolosamente ostinata», ha dichiarato Reporters sans frontières.
Arrestato il 20 ottobre 2009, Zouhaïer Makhlouf è stato condannato il 1° dicembre 2009 a tre mesi di carcere per il suo reportage sulle condizioni ambientali nella zona industriale di Nabeul (http://www.rsf.org/Condamnation-du-journaliste-en.html e http://www.rsf.org/Proces-du-journaliste-en-ligne.html). Avrebbe dovuto essere rilasciato il 18 gennaio 2010 (http://www.rsf.org/Le-journaliste-en-ligne-et.html), e invece è rimasto in carcere.
Inoltre, i suoi avvocati continuano a non riuscire ad incontrarlo con facilità in prigione: il 17 dicembre 2009 e il 27 gennaio 2010 l'avvocato Imène Triki non è stato autorizzato ad entrare nel carcere di Messadine dove Zouhaïer Makhlouf era detenuto. Lo stesso è successo agli avvocati Saifeddine Makhlouf e Najet Labidi nello scorso mese di novembre. Solo l'avvocato Nabil Libassi è riuscito ad incontrare il giornalista per dieci minuti lo scorso 27 gennaio.
Invece Tewfik Ben Brik, la cui pena detentiva è stata confermata in appello (30 gennaio 2010), non è stato autorizzato ad incontrare, lo scorso 9 febbraio, i propri avvocati. La sua difesa ha deciso di interrompere l'iter legale: « non servirà a nulla continuare a lottare finché la giustizia tunisina non sarà indipendente», ha dichiarato a Reporters sans frontières Radhia Nasraoui, uno dei suoi avvocati.
Lo scorso 11 gennaio, Reporters sans frontières ha inviato una lettera ad Adrianus Koetsenruijter, capo della Delegazione dell'Unione europea a Tunisi, pregandolo di fare visita al giornalista incarcerato, nell'applicazione dei principi in materia di diritti dell'uomo e di diritto internazionale ai quali si ispira il Consiglio dell'Unione europea.
Il 10 febbraio, l’organizzazione ha inviato una lettera al capo della delegazione del Comitato internazionale della Croce Rossa a Tunisi affinché i delegati della CICR si rechino in carcere per incontrare Tewfik Ben Brik, come la CICR usa fare dal 2005 (visite frequenti nei luoghi di detenzione sotto la responsabilità del ministero tunisino della Giustizia, in particolare visite alle persone vulnerabili in detenzione).